
E’ impossibile, se si vuole parlare degli episodi musical nei telefilm, non partire da Buffy. Non perché sia il primo esperimento di questa ‘commistione di generi‘ ma perché è effettivamente il più riuscito. Da alcuni è definito addirittura una pietra miliare nel lungo percorso affrontato dalla serialità televisiva da mezzo secolo a questa parte. Un po’ come Twin Peaks o il meccanismo narrativo dei flashback di Lost. Di sicuro, in molti casi, l’episodio musical non è altro che un tentativo di tenere a galla una sceneggiatura ormai priva di nuovi spunti mentre in molti altri casi riesce a diventare un vero e proprio gioiellino adorato dai fan la cui colonna sonora è destinata a diventare un vero e proprio cult. In attesa di vedere se l’episodio musical, già confermato, di Grey’s Anatomy 7 rientrerà nella prima o nella seconda categoria, vale la pena citare i più importanti predecessori.
Che sia solo una canzone o un’intera soundtrack, che siano cover di canzoni famose o testi originali creati ad hoc, la tradizione degli episodi musical nei telefilm è molto viva e, sebbene concepita più per il pubblico anglosassone, vero amante del teatro cantato e che ha fatto di Broadway una vera e propria mecca di questo genere artistico, è riuscita a guadagnare sempre più importanza fino ad espandersi a elemento chiave della narrazione in serie come Pushing Daisies o l’osannatissimo Glee. Per questa volta, però, ci limiteremo a ripercorrere i ‘one shot‘: puntate autoconclusive, spesso a margine della storia principale, importanti perché capaci di rivelarci, in musica ovviamente, alcuni aspetti dei personaggi che non sono riusciti a venire fuori nella trama regolare.
Buffy L’Ammazzavampiri – Once More, With Feeling
Il titolo stesso dell’episodio dice tutto. ‘Un’altra volta, con sentimento‘: il tipico richiamo del regista alla fine di una prova. Quando all’attore viene chiesto di metterci più passione, più grinta, più vita. E che ha saputo diventare il Manifesto dell’intero Buffyverse. Il pretesto per inserirlo nella trama è molto semplice. A Sunnydale arriva un demone il cui potere consiste nel forzare tutti gli abitanti a comunicare solo attraverso al canto. Nostri eroi compresi. A complicare tutto il rapimento di Dawn e il fatto che il canto non conosce filtri quindi ogni personaggio, a turno, si mette a nudo e ci rivela ciò che prova veramente. Su tutti, vanno citati: i veri sentimenti nella coppia lesbo Tara-Willow, i timori di Xander e Anya nell’affrontare l’avventura del matrimonio, i sentimenti paterni di Giles ma soprattutto le angosce e le paure di Buffy nel suo compito di ammazzavampiri che poi, come la serie stessa dimostra, sono le stesse paure degli adolescenti che si avviano verso l’età adulta.
Tutta la colonna sonora è originale ed è stata scritta da Joss Whedon nell’estate del 2001 per poi essere arrangiata da Cristopher Beck in collaborazione con Jesse Tobias degli Splendid.
Scegliere un video è cosa dura in quanto ogni canzone meriterebbe di essere citata. Anche solo per il fatto che ogni personaggio è legato al genere musicale che forse meglio lo contraddistingue, creando così un patchwork sinfonico decisamente indimenticabile. E’ giusto però scegliere ‘Give Me Something To Sing About‘, l’ultimo pezzo dell’episodio. Nel confronto finale con il demone l’algida Buffy ci apre il suo cuore e fa rivelazioni scioccanti sulla sua morte, la seconda.
Scrubs – My Musical
Una paziente del Sacro Cuore ha un aneurisma e per questo motivo percepisce ciò che le avviene intorno come se si trovasse in un enorme musical. Abituati alle solite stranezze di JD, fatte di viaggi mentali e scenette surreali, tutto questo quindi non ci pare affatto strano. Nemmeno la caleidoscopica coreografia con la quale tutto il personale dell’ospedale dà il benvenuto alla malcapitata paziente.
Xena La Principessa Guerriera – The Bitter Suite
Candidato a due Emmy, questo è probabilmente uno degli episodi più toccanti di Xena. Il compositore Joseph DeLuca è riuscito, con poche brevi canzoni, a rendere efficacemente il profondo distacco venutosi a creare tra Xena e Olimpia dopo che la figlia di quest’ultima, Speranza, ha ucciso il figlio della principessa amazzone, Seleuco. Catapultate da Callisto nel mondo di Illusia, le due guerriere avranno modo di affrontarsi e manifestare apertamente i loro timori e i loro rancori. E ritrovare così l’amicizia e anche quell’amore che nella versione italiana non si conosce in quanto la relazione omosessuale tra le due è stata completamente censurata.
Il video qua sopra è quello di ‘Hurts are Hurting‘ che da solo si è beccato una delle due nomination nella categoria ‘Outstanding Music and Lyrics‘.
E alla fine arriva mamma – Girls vs Suits
La serie, titolo originale How I Met Your Mother, narra le vicende di un gruppo di amici trentenni che raccontano, con disarmante ironia, la loro vita di tutti i giorni. Vite strane di ragazzi qualunque. Eccetto uno. Barney. Barney è l’amico che tutti vorremmo avere: capace con le donne, stravagante, maestro di giochi di prestigio ma soprattutto fissatissimo per i completi giacca e cravatta. Al punto che la sua frase preferita è proprio ‘SUIT UP!‘, ovvero ‘mettiti in completo’. In questo episodio, pur di fare centro con una ragazza che odia i vestiti eleganti, fingerà di rinnegare il suo amore feticista e inizerà a girare in jeans e in maglietta. Ma un amore come il suo è più forte di ogni cosa e Barney lo dichiara in un sogno ad occhi aperti che coinvolge tutta la città e che vi invita a gettare il venrdì casual in ufficio giù nel cesto della biancheria sporca. L’attore che impersona Barney, Neil Patrick Harris, è un astro nascente di Hollywood e ha alle spalle una lunga carriera nel mondo dei musical e della canzone. Da lì, il passo è stato breve. Anzi, a nostra opinione, è stato sfruttato fin poco. Un poco, però, capace di regalarci un piccolo gioiellino della storia della televisione.
Dr. House – La scelta
Mentre cominciano già a girare le foto e gli spoiler della stagione 7 di Dr.House già cominciata in America, in Italia è da poco finita la sesta stagione. Una stagione forse un po’ fiacca ma che ci ha regalato un House diverso. Libero, forse, da alcuni dei demoni che infestano la sua vita. Tanto da cominciare a trovarsi bene con gli altri e a decidere persino di andare a bere qualcosa con il suo team. E non solo. Perché se in quel bar c’è pure il karaoke, il momento epico è assicurato. D’altronde Hugh Laurie, l’attore che interpreta House, all’inizio della sua carriera ha fatto della sua voce profonda uno dei suoi punti forti quindi non poteva di certo sottrarsi alla canonica ‘esibizione musicale’. Più che un episodio musical qui si tratta di un piccolo omaggio musicale a uno dei più celebri pezzi R&B degli anni Settanta: Midnight Train to Georgia di Gladys Knight & The Pips.
Fringe – Brown Betty
La puntata musical di Fringe, che va onda sulla stesse rete di Glee, forse è quello meno riuscito. Non perché la musica sia inadatta al genere di telefilm ma perché, forse, non sono riusciti ad inserirla in maniera contestuale alla narrazione. L’episodio, infatti, non è legato alla trama orizzontale ma prende vita grazie ad un racconto di Walter fatto alla nipotina di Olivia. In una società stranamente congelata negli anni 30, si dipana una storia molto simile a quella dei nostri protagonisti ma resa con le atmosfere hard-boiled dei romanzi noir. Uno scienziato pazzo, un amore contrastato, strani marchingegni: tutto normale per la Fringe Division. Un po’ meno per lo spettatore. Le canzoni però sono tutte cover di pezzi di grande successo e questo forse aiuta un po’ di più chi guarda ad immedesimarsi nei segmenti musicali.
That’s 70 Show – That’s 70 Musical
Il centesimo episodio della serie e un sogno di Fez, acronimo per Foreign Exchange Student ma in sostanza il nome con cui il ragazzo è noto a tutti gli amici di Point Place, ci regalano questo episodio pregno di succose citazioni anni Settanta, periodo storico in cui il telefilm è ambientato. Ovviamente, essendo i Seventies il periodo ‘musical’ e musicale per eccellenza, l’episodio è un vero viaggio in tutti i revival, di vita o discotecari, della nostra esistenza. La canzone scelta è un bel classico: ‘Shake your Booty‘ che crea sempre aria di festa.
Love Boat – The Love Boat Follies
Mare, profumo di mare…. Il fatto che un semplice verso di una canzone ci porti alla memoria un intero telefilm è il segno che l’episodio musicale andava fatto. D’altronde con la pletora di ‘passeggeri’ superfamosi della nave da crociera più famosa della TV era d’obbligo mettere su uno spettacolo degno. Uno spettacolo al quale nemmeno l’inflessibile Capitano Merrill ha potuto sottrarsi. Perché ok, da Isaac o da Doc, il siparietto divertente ce lo potevamo anche aspettare ma il capitano scatenato in una pailettata extravaganza è qualcosa da farsela addosso dalle risate.
Questi sono solo gli esempi più famosi, e forse più riusciti, di questo straordinario sottogenere. Straordinario perché sono capaci di mostrare veramente le qualità di un attore a 360 gradi. Per l’artista americano infatti saper recitare, cantare e ballare è la regola. E questi piccoli ‘microcosmi‘ ne sono la dimostrazione concreta. A quando un’uguale preparazione per alcuni degli ‘improvvisati’ che si ritrovano a popolare le nostre fiction?
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